
LABORATORIO DI DIALETTO anno 2008/2009
I laboratori di dialetto nella scuola elementare di Budrio capoluogo ed in quella di Vedrana, sono una realtà concretizzatasi alla ripresa delle attività scolastiche. Nel 2008/2009 l'insegnante è Tiziano Casella, conoscitore del dialetto e autore di numerose zirudelle, nonché ideatore e insegnante dei corsi per ragazzi.

pagina aggiornata: marzo 2009
PREMESSA CULTURALE
Il laboratorio si propone di creare un contatto tra i ragazzi ed il dialetto, nella fattispecie di Budrio, nella consapevolezza che la lingua-dialetto sia uno strumento importante per la conoscenza della cultura e del mondo di saperi che sono giunti sino ad oggi attraverso di essa.
Il contatto con la lingua-dialetto è l’occasione per acquisire la consapevolezza della possibilità e della opportuntità della riappropriazione delle radici della cultura locale e per il riconoscimento e la conservazione della identità culturale che con questa lingua si è sviluppata nei secoli.
Ciò premesso, il contatto e l’apprendimento del dialetto non hanno l’obiettivo di museificarlo e di ingessarlo, in una visione rstrospettiva, attribuendogli soltanto un valore di valido strumento di conoscenza degli usi e costumi di un territorio in un passato più o meno recente; la consocenza del dialetto va intesa come riscoperta e ripresa delle potenzialità comunicative assolutamente peculiari, attuali e proiettate nel futuro che il dialetto reca in sé, in un collegamento diretto con il passato dal quale derivano.
Sarebbe velleitario pensare che uno o più laboratori di dodici ore ciascuno, conduca i ragazzi ad una conoscenza profonda della parlata locale, con le implicazioni positive sopra illustrate.
E’ invece auspicabile, ed in ciò sta la finalità vera del laboratorio, che al suo termine i ragazzi pongano davanti alla parola “dialetto” ed alla sua espressività, un segno positivo e non un rifiuto epidermico e pregiudizialmente negativo.
E’ auspicabile che il laboratorio stimoli la loro disponibilità ad ascoltare il dialetto, e magari ad appropriarsene con interesse anche divertito, attraverso le conoscenze che riuscirà a trasmettere e con l’aiuto “esterno” dei dialettofoni adulti che entrano nella quotidianità degi ragazzi (nonni, genitori o amici di questi).
Tiziano Casella - Paola Rambaldi

MODALITA’ OPERATIVE
In relazione a quanto indicato nella “Premessa culturale”, il laboratorio si propone di fare conoscere ai ragazzi, partendo dalla caratteristica primaria di trasmissione del dialetto, cioè dalla oralità, le modalità della grafia e della fonetica, per approdare alla conoscenza del lessico ed alla sua corretta pronuncia, alla grafia ed alla lettura delle parole e successivamente di un testo semplice e poi più complesso.
Nel laboratorio verrà utilizzato per la grafia e per la fonetica il metodo “lessicografico”, particolarmente duttile e capace di aderire alle varie forme della parlata bolognese del territorio della provincia di Bologna.
Nelle classi quarte, ad un ripasso generale delle conoscenze acquisite nella scorso anno, seguiranno quest’anno indicazioni precise sulla conoscenza della grafia, un allargamento della conoscenza del lessico, sempre attento alla quotidianità, ed un approfondimento delle nozioni grammaticali riferite alle varie coniugazioni, ed alla forma negativa ed interrogativa.
Verranno in continuazione fatti esercizi di fonetica, e di corretta pronuncia nella lettura.
L’obittivo tecnico finale del laboratorio, consiste nel leggere in pubblico, da parte dei ragazzi, brani dialettali dai più semplici ai più complessi, in relazione all’abilità che ciascuno avrà acquisito.
Nella classe seconda e nella classe terza il laboratorio consisterà sorpattutto nell'approccio al dialetto attraverso la oralità, attraverso il contatto con la sonorità del dialetto, con la fonetica e con l'acquisizione della conoscenza di canzoncine e filastrocche.
Pare infine importante sottolineare che in ciascuna classe, pur di fronte alla opportunità di sviluppare il programma indicato, verranno dati particolare importanza ed attenzione ad apporti dei ragazzi, cioè a frasi o piccole filastrocche da essi ascoltate in famiglia o presso conoscenti e riportate a scuola; queste diventeranno oggetto di lavoro, con cosenguente sviluppo di tutte le fasi di apprendimento sopra elencate, dalla conoscenza di nuove parole, alla loro grafia, alla loro pronuncia, alle implicazioni grammaticali.
In questo modo viene dato particolare rilievo alla contiguità tra laboratorio e linguaggio della quotidianità, nella sua accezione scolastica in continuità con quella domestica.
Informazioni
Eventuali ulteriori informazioni sulla didattica, possono essere richieste a Tiziano Casella, presso l'assessorato alla cultura del Comune di Budrio. Gli orari degli uffici