

Giovedì 11 febbraio, alle ore 21.00, sarà presentato presso la Sala Ottagonale delle Torri ell'Acqua, il volume' Noi moriamo a Stalingrado' del giornalista Alfio Caruso.
Il libro sarà presentato dallo stesso autore e dal Sindaco Carlo Castelli.
Presenzieranno all'evento Autorità militari e della Caserma Ciarpaglini di Budrio.
Il libro parla dei Settantasette italiani, tra i 20 e i 35 anni, precipitati nel peggior mattatoio della seconda guerra mondiale: Stalingrado. Erano contadini, artigiani, operai, commercianti: alcuni di loro nostri concittadini o dei paesei limitrofi. Erano del 127° e 248° autoreparto: avevano portato uomini e rifornimenti alla VI armata di Paulus e dovevano rientrare dopo aver riempito gli autocarri con la legna per affrontare l'inverno. Furono invece bloccati dall'avanzata dell'Armata Rossa alla fine di novembre del 1942. L'evento che cambiò le sorti del conflitto viene vissuto dal basso, il massacro dei combattimenti s'intreccia ai tormenti di poveri soldati: freddo, malattie, fame crescente. La loro lenta agonia è raccontata dalle lettere spedite a casa. Le ultime, in gennaio, testimoniano la fine di ogni speranza. Dopo la resa, la prigionia falcidia i sopravvissuti. Solo due rivedranno l'Italia. Oggi la loro memoria vive nel ricordo dei familiari. Alfio Caruso, in una sorta di doloroso pellegrinaggio, li ha rintracciati quasi tutti.