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Augusto Majani Nasica

Augusto Majani era di Budrio e la città gli dedica una larga retrospettiva fino al 15 dicembre 2002, suddivisa in quattro sedi. Ritroviamo il popolare illustratore della vita bolognese della Belle Époque. Scopriamo Majani ottimo pittore divisionista, simbolista, di garibaldini e pleniluni, di villeggiature marine e montane, apprezzato da D'Annunzio che lo invitava a perseguire il suo ideale artistico, lasciando da parte il lavoro, considerato più umile, di caricaturista. Per fortuna Majani seguì solo in parte il consiglio del vate poeta - e in una strana maniera - tenendo sdoppiate con rigore le due carriere, sotto nomi diversi. Rimane a noi più conosciuto il Nasica disegnatore umorista, difensore delle tradizioni petroniane, cronista visivo di personaggi celebri e umili, di abitudini ed eventi notevoli, fin dalla Grande Esposizione del 1888. Nasica non dal naso, che pure era prominente, ma da quel Scipione Nasica console romano, vincitore dei Galli Boi e fondatore di Castrum Nasicae, l'odierna Castenaso, a due passi da Budrio. Rimarcava Majani la sua origine mostrando l'evoluzione del suo profilo dalla ocarina, la ribadiva sostenendo con la penna e la matita la tradizione gastronomica locale, lui figlio e nipote di cuochi e pastarini. Sempre a Budrio, prima di partire per l'alunnato romano, aveva conosciuto lo spirito del socialismo umanistico di Andrea Costa e Quirico Filopanti. Fu conquistato da Roma, dalla boheme romana dei pittori e solo la malaria valse a farlo tornare. Da allora fu bolognese per sempre: assiduo frequentatore dei circoli giornalistici e dei caffè letterari, della libreria Zanichelli, rifugio di Carducci, Stecchetti, Panzacchi, appassionato spettatore della vita teatrale e musicale del suo tempo, giovane redattore del primo Resto del Carlino di piazza Calderini, testimone e cronista di una Bologna che voleva diventare moderna, ma rimpiangeva i vecchi tempi. Era la Bologna del sindaco Dallolio e di Alfonso Rubbiani, di trasformazioni urbanistiche epocali, come l'abbattimento delle mura e l'allargamento della cinta daziaria o il restauro di importanti monumenti cittadini, ma anche di tipi umani caratteristici, simili a quelli creati dagli amici letterati: il cardinal Lambertini o la Sgnera Cattareina di Alfredo Testoni, il Sgner Pirein di Antonio Fiacchi…
Mentre Majani orgoglioso dipingeva ed esponeva alle Biennali veneziane, il suo alter ego Nasica sfornava manifesti e cartoline liberty sull'Idrolitina Gazzoni o la premiata Pasticceria Viscardi, reiterava caricature mai troppo irriverenti (ma alcuni, come Oriani o Pascoli non gradirono), allestiva meeting goderecci a base di lambrusco e tagliatelle, faceva muovere e parlare persino le statue di Bologna: il Gigante, Galvani e la sua rana, Ugo Bassi…
Durò mezzo secolo questa bella epoca di Majani, dai promettenti anni Ottanta dell'Ottocento ai controversi anni Trenta del Novecento, dal Nasica disegnatore dell' "Ej ch'al scusa" al Majani insegnante dell' Accademia di Belle Arti, maestro di Morandi, Licini, Saetti. Finì forse nel 1938, con il volo dalla Ghirlandina di Antonio Formiggini, l'editore ebreo della Secchia Rapita di cui Nasica fu formidabile illustratore.

 


 

ultima modifica in data:  venerdì 3 luglio 2015
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Sabato 18 e Sabato 25 Gennaio 2020, alle ore 10:30, presso la Biblioteca Comunale di Budrio via Giuseppe Garibaldi, 39: LETTURE SUL TAPPETO.
La classe IVA del Liceo Scientifico Giorno Bruno presenta, alle ore 9 e alle 10.30 , lo spettacolo “Oggi come ieri”, scritto dalla docente Antonella Cosentino.
In collaborazione con il Museo Ebraico di Bologna, alle ore 18 in Auditorium, il Comune presenta la conferenza con contributi filmati 'L' antisemitismo nella storia'.
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