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Le Torri dell'Acqua

 

La Memoria dell'Acqua: il recupero dell’ex- carico dell’Acqua di Budrio

torre

Il Premio Centocittà, indetto dalla  Fondazione Compagnia di San Paolo è uno dei più prestigiosi nel panorama dell’architettura italiana;  nato nel 1996 da un’idea di Renzo Piano,  intende incoraggiare il recupero creativo e funzionale di  complessi edilizi di proprietà pubblica situati all’interno del centro storico. La quarta edizione del premio, indetta nel 2002,  se l’ è aggiudicata il Comune di Budrio, con un progetto che ha sbaragliato la concorrenza di altri  99 comuni italiani.  Il  progetto vincitore,  denominato ‘La Torre dell’Acqua’ – nome originale – Geschichte che in tedesco vuol dire Storie vive- dell’ Arch. Andrea Oliva -  è una proposta per il recupero dell’ex carico dell’Acqua, vecchio di oltre cent'anni, dislocato nel centro del paese al confine con il centro storico. Le due torri,  elementi d’archeologia produttiva, non sono mai state completamente  rimosse dalla vita sociale del paese ma anzi utilizzate in occasioni di eventi aggregativi soprattutto dalla fascia più giovane della popolazione.

 

 

I lavori iniziati nel 2006 si sono conclusi nel 2009 rendendo lo stabile fruibile a tutta la cittadinanza. Le Torri rappresentano un notevole esempio di valorizzazione di un monumento di archeologia industriale e si pongono l’obiettivo di sottrarre dal possibile progressivo degrado uno spazio storico e simbolico, destinandolo a centro polifunzionale.

Il progetto ha iniziato a realizzarsi nel momento stesso in cui si è voluto recuperare una vecchia area di archeologia industriale e destinarla a spazio dove diverse espressioni culturali contemporanee potessero dialogare con il proprio pubblico.

Si è passati quindi dal progetto di recupero fisico a identificare un luogo come vero e proprio spazio del contemporaneo inteso come luogo di espressione moderna dello spazio, dell’arte e dello stare insieme. In questo senso negli anni, le Torri dell’Acqua hanno rappresentato non solo il luogo dove eventi musicali, teatrali, artistici in genere hanno trovato una nuova dimensione, ma anche dove si sono espressi attività professionali, sessioni formative, eventi congressuali, conferenze stampa e altri momenti associativi che hanno potuto ritrovarsi ed esprimersi in tutta la loro complessità.

Le diverse attività che si svolgono sono dovute anche al tipo di recupero dell’edificio che ha dato vita ad ambienti di volumetria variabili e per questo adatti alle più diverse esigenze. Una volta recuperati i luoghi il progetto di gestione è stato affidato alla Fondazione Cocchi che sviluppa importanti attività di tipo culturale e sociale in collaborazione con il Comune e con le associazioni del territorio, in particolare con Gli Amici del Consorziale che negli spazi delle Torri muovono le fila dell’organizzazione più strettamente musicale con particolare attenzione alla musica contemporanea.

La gestione dello spazio risulta condivisa da più soggetti che in sinergia propongono un progetto culturale fruibile da tutta la cittadinanza.

 

 

Il Progetto

Il luogo

Progettare sul luogo dell’ex Carico dell’Acqua, al margine del perimetro del centro urbano storico di Budrio, ha significato affrontare il tema della ri-formalizzazione del limite della città. Le due torri-serbatoio, collocate in prossimità del preesistente tracciato del fossato a protezione dell’antica cinta muraria, si ponevano come confine tra il tessuto compatto dell’interno della città e quello più rado della prima periferia storica. L’intervento si è posto  come nuovo fulcro urbano la cui accessibilità è garantita sia dall’esterno attraverso i viali perimetrali, che dall’interno della città, ricevendo

quindi i flussi di traffico pedonale sulla direttrice da e verso il centro città.

 

Le scelte progettuali

Il sedime archeologico della cinta muraria, del suo fossato, unitamente alla memoria dell’acqua, presenze di un passato remoto e più prossimo nelle torri,  hanno suggerito di adottare sulla parte interna alla città un corpo lineare continuo che recuperasse la cortina scenografia delle antiche mura di cinta ricostituendo una nuova prospettiva sulla via Benni. Un nuovo muro che si pone come diaframma aperto tra l’interno e l’esterno, generatore di percorsi alle varie funzioni del Centro Multiculturale, elemento servente delle Torri dell’Acqua. Un elemento di collegamento verticale - trasparente e sordo per non entrare in conflitto con le eclettiche figure monumentali delle due torri storiche -  unisce l’elemento muro, contenente una caffetteria, spazi Informativi e multimediali, ai due fabbricati esistenti dell’Ex Carico dell’acqua. Dalla medesima torre di collegamento si accede al piano terrazze. Tali livelli, così collegati, consentono la fruibilità di spazi intergrati ma opportunamente isolati, all’aperto e al chiuso anche ai disabili. Al piano interrato, sempre raggiungibile dalla torre trasparente attraversando il muro, si trova la vasca serbatoio rettangolare recuperata come sala per riunioni essendo completamente vetrata su di un lato. La vetrata è apribile su un piccolo spazio che evidenzia la struttura in calcestruzzo della vasca originale. Successivamente, in diretta connessione con lo spazio polifunzionale, diverse aree di disimpegno consentono spazi espositivi temporanei. I servizi igienici comuni, volutamente realizzati con queste caratteristiche “crude” ed essenziali  e gli spazi tecnologici sono anch’essi ricavati nel piano interrato. 

 

Diario dell’intervento di restauro

L’intervento di recupero e restauro delle Torri dell’acqua si suddivide in due fasi principali:

1.  torre alta:

la struttura in cemento armato presentava numerose fessurazioni probabilmente caratterizzate dal fenomeno della carbonatazione del ferro. Asportate le parti staccate e precedentemente realizzate e  effettuato l’intervento di protezione del ferro con adeguati prodotti  stabilizzanti si è proceduto alla ricostituzione dei copriferri con malte specifiche.

Il serbatoio pensile, una volta ispezionato e controllato nella sua staticità, è stato adeguatamente impermeabilizzato sulla copertura e all’interno al fine di sostenere una piccola quantità d’acqua utile alle performance artistiche, all’irrigazione degli spazi verdi e del raffrescamento della copertura del serbatoio basso.

Le pareti con mattoni in faccia vista sono state  sagramate con colori definiti da prove in cantiere. Gli spazi interni hanno subito una sabbiatura leggera al fine di eliminare il primo strato di tinteggio o di intonaco ammalorato.  Sono state eseguite le riquadrature sulle finestre e sulle porte mentre il resto dei paramenti è rimasto con tale finitura semifinita.

2.  torre bassa:

La struttura in muratura presentava alcune fessurazioni probabilmente caratterizzate dall’assestamento. Si è resa necessaria la totale asportazione delle parti staccate di intonaco e la sostituzione dei mattoni distrutti. Il serbatoio pensile, una volta ispezionato e controllato nella sua staticità, è stato impermeabilizzato sulla copertura. Le pareti con mattoni in faccia vista sono state  sagramate con colori definiti da prove in cantiere.

Anche qui gli spazi interni hanno subito  una sabbiatura leggera e sono state eseguite le riquadrature sulle finestre e sulle porte mentre il resto dei paramenti rimarrà con tale finitura semifinita.

Tutte le tubazioni in ferro sono state recuperate attraverso sabbiatura o/e pulitura e sono rimaste quali arredo permanente degli spazi.

 

I Materiali

Il sistema costruttivo è stato orientato a  recuperare la cultura edilizia del luogo, assumendo come dati essenziali l’impiego e il recupero dei materiali tradizionali legati a tecnologie rivedute.

Sono stati utilizzati mattoni pieni, vetromattone, calcestruzzo armato e architettonico, ferro, vetro, mattone faccia a vista.

 

L’identità degli spazi

Il recupero del complesso ha dato vita ad ambienti di volumetria variabile e per questo adatti alle più diverse esigenze: eventi musicali, teatrali, artistici in genere trovano nelle Torri dell’acqua una nuova dimensione, ma anche attività professionali, sessioni formative, eventi congressuali, conferenze stampa e altri momenti associativi possono trovare il valore aggiunto di una location d’eccezione.

La leggerezza di ambienti simili a bolle sospese nel vuoto incontra la linearità di forme squadrate in un gioco di piani diversi e sfalsati, creando un luogo unico nel suo genere e di grande suggestione.

Gli spazi, molto diversi tra loro, si alternano in eleganza e versatilità di utilizzo con vasti terrazzi circolari o quadrati anch’essi utilizzabili nei momenti ricreativi degli eventi o per serate particolari.

L’impiego di vetro, legno, ferro, cemento a nudo e qualche gioco d’acqua, il tutto sapientemente illuminato, contribuiscono a rendere Le Torri dell’Acqua una location di rara atmosfera.

 

La Sala Ottagonale

Situata al piano terra occupa tutta la torre più antica che ospitava il primo serbatoio di raccolta. L’acqua arrivava per caduta dalle sorgenti ubicate ad una decina di chilometri più a sud e, sempre per caduta, alimentava le case del paese. I lavori di ristrutturazione hanno messo in luce una suggestiva volta in cemento, soffitto della cisterna originale. La sala, dalla peculiare forma ottagonale, è conosciuta anche per la sua ottima acustica. La sala, che ha un diametro di 13 metri,  può contenere fino a 135 persone ed è dotata di schermo per videoproiezione, videoproeiettore, impianto di amplificazione, microfonia fissa, fari di illuminazione .

 

La Sala Vasca

Al piano interrato è stata recuperata la vasca di raccolta più recente, quella costruita negli anni Sessanta.  Si tratta di una sala rettangolare, molto luminosa pur essendo sotto il livello stradale, grazie ad una parete completamente vetrata che crea una piacevole sorgente di luce naturale.

All’esterno della vetrata un gioco di luci inserite a pavimento fa da scenario alla parete di fondo, mantenuta intatta nelle finiture a memoria della vasca originale. La sala, che misura mt 12 x 7,50, può contenere fino a 70 persone ed è dotata degli stessi impianti della Sala Ottagonale.

 

I Terrazzi

Gli spazi, molto diversi tra loro, si alternano in eleganza e versatilità di utilizzo con vasti terrazzi circolari o rettangolari, anch’essi utilizzabili nei momenti ricreativi degli eventi o per serate particolari.

 

Gli Spazi espositivi

Sono tre. Uno a Piano terra, quale continuazione dell’area bar/ristoro,  due al piano interrato di cui il primo occupa tutta la lunghezza della costruzione mentre il secondo è alloggiato nella vasca tonda.

 

La Gestione degli spazi 

ultima modifica in data:  sabato 2 gennaio 2016
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Dalle 9 alle 14, open day per l’ educazione alla rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce.
Alle ore 10.30 in Biblioteca, letture in biblioteca per bambini cura dei lettori volontari 'C’era una volta...'.
Una serie di incontri multidisciplinari per sensibilizzare le famiglie su alcune tematiche educative con particolare riferimento alla fascia del nido d'infanzia e scuole dell'infanzia.
Giovedì 24 ottobre alle ore 9.30 presso Le Torri dell'acqua in via Benni 1, si terrà il convegno sui maceri nel nostro territorio.
Venerdì 25 ottobre alle ore 21, presso le Torri dell'acqua, concerto dei solisti di In.nova Fert Ensemble
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