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INTITOLAZIONE DEL PARCO DI VIA CADUTI DI CEFALONIA A LINA MERLIN

notizia pubblicata in data : martedì 07 febbraio 2017

INTITOLAZIONE DEL PARCO DI VIA CADUTI DI CEFALONIA A LINA MERLIN

 

 

Nell'ambito del progetto educativo conCittadini e con la Deliberazione n. 1 del 9 gennaio 2017, la Giunta comunale ha deciso l'intitolazione alla senatrice Angelina (Lina)  Merlin, del parco sito in via Caduti di Cefalonia.
La cerimonia di intitolazione avverrà il giorno domenica 12 marzo alle ore 11.

 

 

 

 

 

 

 


La Consulta delle Donne di Budrio  ha promosso l’assegnazione del parco alla senatrice Lina Merlin  in ragione dell’impegno della senatrice alla causa della parità di genere.

 "Una donna che con il suo coraggio e le sue capacità ha dato una svolta alla storia del diritto delle persone, che ha avuto la capacità di resistere agli attacchi pungolando gli oppositori per arrivare allo scopo. Di Lina Merlin va ricordato il coraggio del suo comportamento, la coerenza, la volontà di sostenere le idee, andando oltre i compromessi, elemento eternamente attuale in politica. Quest’anno, 2017, intercorreranno i 130 anni dalla sua nascita; l’ingresso di Lina Merlin nella toponomastica budriese rappresenta il riconoscimento per una vita spesa al servizio della comunità e delle donne".

 

 

 

 

 

 

NOTE BIOGRAFICHE ANGELINA (LINA) MERLIN
Lina Merlin, all'anagrafe Angelina Merlin (Pozzonovo,15 ottobre 1887 – Padova, 6 agosto
1979), è stata una politica, partigiana e insegnante italiana, membro dell'Assemblea Costituente e prima donna ad essere eletta al Senato.
Originaria di Chioggia, era figlia di Giustina Poli, insegnante, e Fruttuoso Merlin, segretario comunale a Pozzonovo.
Visse a Chioggia per tutta l'infanzia e la giovinezza. Conseguita la maturità magistrale presso l'istituto delle Suore Canossiane, si trasferisce a Grenoble, in Francia, dove approfondisce le sue conoscenze di lingua e letteratura francese, materia in cui
conseguirà successivamente la laurea.
La giovane maestra Lina Merlin cominciava a rendersi conto delle condizioni in cui vivevano le donne del suo tempo: in particolare non tollerava l'ipocrisia dei capi di famiglia religiosi e osservanti, che non trovavano alcuna contraddizione tra i loro principi e il
frequentare le prostitute. Le case chiuse erano infatti considerate luogo di svago dove i giovani potevano fare esperienza, mentre sarebbe stato scandaloso per una donna avere rapporti sessuali fuori del matrimonio.
Nel1919 si iscrive al Partito Socialista Italiano, cominciando a collaborare al periodico "La difesa delle lavoratrici", di cui in seguito assumerà la direzione.
Collabora con il deputato socialista Giacomo Matteotti e quando nel 1925, dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, Mussolini consolida il suo potere, il destino di Angela è ormai segnato. In meno di ventiquattro mesi viene arrestata cinque volte.
Nel 1926 viene licenziata dal suo impiego di insegnante perché si rifiuta di prestare il giuramento di fedeltà al regime, obbligatorio per gli impiegati pubblici. In seguito alla scoperta del complotto per attentare alla vita del duce da parte di Tito Zaniboni, il suo
nome viene iscritto nell'elenco dei "sovversivi" affisso nelle strade di Padova. Lina quindi si trasferisce a Milano dove pensa sia più difficile essere rintracciata. Lì comincia aNcollaborare con Filippo Turati, ma viene arrestata e condannata a cinque anni di confino inBSardegna, dove viene colpita dalla povertà e dall'arretratezza della regione.
Anche in quel luogo riesce a conquistarsi il rispetto e la fiducia degli abitanti e soprattutto delle donne, ad alcune delle quali insegnerà a leggere e a scrivere.
Tornata a Milano nel 1930, durante una riunione clandestina incontra il medico ed ex deputato socialista di Rovigo Dante Gallani, che rimane colpito dalla sua eloquenza. Si sposano nel 1932, ma appena quattro anni dopo lui muore. Rimasta vedova a 49 anni,
prende parte attivamente alla Resistenza, donando ai partigiani la strumentazione medica e i libri del marito e raccogliendo fondi e vestiario per i partigiani.
Insieme a Giovanna Barcellona, Giulietta Fibbi, Laura Conti, Elena Drehr, Ada Gobetti e Rina Picolato costituisce i Gruppi di difesa della donna. Da questa organizzazione nascerà l'Unione Donne Italiane.
In questo periodo Lina prende parte ad azioni di guerra partigiana, rischiando più volte la vita. Catturata dai nazisti, riesce a sfuggire con uno stratagemma. Scrive articoli sul
periodico socialista clandestino Avanti! e nella sua casa di via Catalani 63 Lelio Basso, Sandro Pertini, Rodolfo Morandi e Claudia Maffioli organizzano l'insurrezione. Lei riceverà l'incarico di occuparsi del settore scolastico, e insieme al professor Giorgio
Cabibbe e ai partigiani della Brigata Rosselli occuperà il Provveditorato agli Studi di Milano, imponendo la resa. Il 27 aprile 1945 viene nominata dal CLNAI Commissario per l'Istruzione di tutta la Lombardia.
Dopo la liberazione Lina si trasferisce a Roma alla direzione nazionale del PSI e nel 1946 viene eletta all'Assemblea Costituente.
I suoi interventi nel dibattito costituzionale quale membro della "Commissione dei 75", risulteranno determinanti per la tutela dei diritti delle donne, e lasceranno un segno indelebile nella Carta Costituzionale. A lei si devono infatti le parole dell'articolo 3: "Tutti i
cittadini … sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso", con le quali veniva posta la base giuridica per il raggiungimento della piena parità di diritti tra uomo e donna, che fu sempre l'obiettivo principale della sua attività politica. È inoltre degna di nota
l'opera di mediazione da lei esercitata tra opinioni contrapposte riguardo alla stesura dell'articolo 40, concernente il diritto di sciopero, proponendo una formulazione analoga a quella presente nel preambolo della Costituzione della IV repubblica francese.
Candidata dal PSI nel collegio di Rovigo, viene eletta al Senato della Repubblica il 18 aprile del 1948.
Fin dai primi giorni della sua attività parlamentare dedica tutti i suoi sforzi al miglioramento della condizione femminile in Italia e allo stanziamento di risorse per lo sviluppo dell'area del Polesine, una delle regioni più depresse del settentrione d'Italia, che
il 14 novembre del 1951 verrà devastata da una catastrofica alluvione.
Il suo nome è legato alla legge 20 febbraio 1958, n. 75 E conosciuta come”Legge Merlin”E con cui venne abolita la prostituzione legalizzata in Italia. A lei si devono inoltre l'abolizione del "nomen nescio" che veniva apposto sugli atti anagrafici dei trovatelli (legge 31 ottobre 1955 n. 1064), l'equiparazione dei figli naturali ai figli legittimi in materia fiscale, la legge sulle adozioni che eliminava le disparità di legge tra figli adottivi e figli propri, e la soppressione definitiva della cosiddetta "clausola di nubilato" nei contratti di lavoro, che imponeva il licenziamento alle lavoratrici che si sposavano (legge del 9 gennaio 1963 n. 7).

ultima modifica in data:  venerdì 3 marzo 2017
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Dalle 9 alle 14, open day per l’ educazione alla rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce.
Alle ore 10.30 in Biblioteca, letture in biblioteca per bambini cura dei lettori volontari 'C’era una volta...'.
Una serie di incontri multidisciplinari per sensibilizzare le famiglie su alcune tematiche educative con particolare riferimento alla fascia del nido d'infanzia e scuole dell'infanzia.
Giovedì 24 ottobre alle ore 9.30 presso Le Torri dell'acqua in via Benni 1, si terrà il convegno sui maceri nel nostro territorio.
Venerdì 25 ottobre alle ore 21, presso le Torri dell'acqua, concerto dei solisti di In.nova Fert Ensemble
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