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Cinque cipressi per dare nuova vita ad altrettante aiuole e, soprattutto, per trasmettere un messaggio che unisce ambiente, salute e solidarietà. È il significato della recente piantumazione avvenuta in via Grandi a Budrio dove sono stati messi a dimora cinque esemplari di cipresso resistenti al cancro, scelti non soltanto per le loro caratteristiche botaniche, ma anche per il valore simbolico che portano con sé.
L’iniziativa nasce dalla proposta di Stefano Rimondini, un cittadino, medico e volontario della Fondazione ANT, che ha scelto di contribuire alla cura del verde pubblico con un gesto concreto, mettendo a disposizione gli alberi e impegnandosi a seguirne la crescita nei primi anni di vita.
La scelta dei cipressi è tutt’altro che casuale. Si tratta infatti di una varietà selezionata in Toscana con la collaborazione del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), capace di resistere al Seiridium cardinale, il fungo responsabile del cosiddetto cancro del cipresso, una patologia che può risultare mortale per queste piante.
Proprio il riferimento alla resistenza alla malattia conferisce agli alberi un significato particolare. La Fondazione ANT Franco Pannuti utilizza infatti questi cipressi per realizzare i “Boschi della Vita”, oasi alberate dedicate all’attività della Fondazione e al suo impegno nell’assistenza medico-specialistica domiciliare gratuita alle persone malate di tumore. Nella provincia di Bologna sono già presenti diverse esperienze di questo tipo, tra cui quelle di Bologna, Monte San Pietro, San Lazzaro di Savena, Pianoro e Monterenzio.
I cinque alberi di via Grandi non costituiscono, naturalmente, un vero e proprio Bosco della Vita, ma ne richiamano idealmente il messaggio: la cura, la resistenza e la speranza possono trovare espressione anche attraverso un gesto semplice, capace di lasciare un segno nel tempo. Un simbolo che lega la lotta contro le malattie oncologiche alla cura della natura e degli spazi condivisi.
Il promotore dell’iniziativa ha inoltre avuto modo di lavorare a stretto contatto con il professor Franco Pannuti, fondatore di ANT e pioniere dell’assistenza domiciliare oncologica. Un legame personale che rende ancora più significativo il desiderio di portare anche a Budrio un segno concreto di questa esperienza.
“La piantumazione si inserisce in un contesto in cui la gestione del verde pubblico assume un’importanza crescente. Gli alberi svolgono infatti una funzione essenziale per la qualità della vita urbana, contribuendo a mitigare le temperature durante le ondate di calore e a rendere più vivibili gli spazi cittadini. Allo stesso tempo, i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi rendono sempre più complessa la cura e la gestione del patrimonio arboreo.”
Afferma la Sindaca Debora Badiali, che prosegue
“In questo scenario, accanto al monitoraggio e alla manutenzione delle alberature esistenti, sono importanti anche le iniziative che contribuiscono ad arricchire il verde urbano e a rafforzare il senso di responsabilità condivisa verso i beni comuni.”
I cinque cipressi di via Grandi raccontano proprio questo: la cura dell’ambiente e quella della salute umana sono strettamente connesse. Un piccolo intervento, nato dalla sensibilità di un cittadino e dalla volontà di prendersi cura della propria comunità, che trasforma cinque aiuole vuote in un segno di attenzione, memoria e speranza.
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Ultimo aggiornamento: 22-10-2026, 15:01

